Il lavoro diventa Smart (working).

Tre differenti punti di vista, dal normativo al giuslavorista, fino all’organizzativo. Oltre un centinaio di persone presenti. Rappresentanti di aziende di ogni dimensione. Ecco il bilancio del primo evento del ciclo di incontri organizzato da Zeta Service: Il lavoro diventa Smart (working).

Il Legislatore incentiva lo Smart working

Elisabetta Gasparini
Elisabetta Gasparini

Ha aperto il giro di tavolo Elisabetta Gasparini, Consulente del Lavoro di Lumina, la società di professionisti legata a Zeta Service che fornisce un supporto quotidiano sull’evoluzione delle normative nel mondo del lavoro.
L’intervento ha preso le mosse dalla firma del nuovo decreto Legge del 12 settembre 2017, di cui ancora in pochi sono a conoscenza: la normativa incentiva di fatto l’introduzione dello Smart working nelle aziende attraverso la possibilità di sgravi contributivi, in tutti i contesti in cui le politiche di conciliazione vita-lavoro sono regolate dalla contrattazione di secondo livello.
“Appare chiaro come il Legislatore, con questa misura, creda fermamente nella promozione delle misure per il work-life balance come mezzo per incrementare la produttività”, ha osservato Gasparini.
Per il biennio 2017-2018, sono stati stanziati 110 milioni di euro, ma le scadenze sono collocate nel breve termine. Tutte le aziende che hanno stipulato accordi di secondo livello che prevedono misure di conciliazione vita-lavoro dal 1 gennaio 2017 al 31 ottobre 2017 hanno tempo fino al 15 novembre 2017 per presentare la domanda all’INPS per usufruire degli sgravi contributivi.
Seguirà poi un secondo scaglione per gli accordi stipulati entro il 31 agosto 2018: la domanda andrà in questo caso presentata entro il 15 settembre 2018.
“L’obiettivo è aumentare la competitività delle aziende veicolando una trasformazione del concetto di lavoro subordinato”, ha proseguito la Consulente del Lavoro di Lumina. “Il Legislatore sta facendo lo sforzo di adeguare l’attuale mercato del lavoro al modello di Industria 4.0 già promosso dal Piano Nazionale, incrementando i vantaggi per le imprese che decidono di adeguarsi alle trasformazioni organizzative sollecitate dal contesto”.
Passando per la descrizione delle principali differenze fra il cosiddetto ‘lavoro agile’ e il telelavoro, Gasparini ha spiegato come, con lo Smart working, perdano di importanza due elementi finora considerati cardine nel rapporto di lavoro subordinato: l’orario e il luogo di svolgimento della prestazione.

La chiarezza non sia a discapito della flessibilità

Giulietta Bergamaschi
Giulietta Bergamaschi

Giulietta Bergamaschi, Avvocato Partner dello Studio Legale Lexellent, è invece entrata nel merito degli aspetti giuslavoristici: “La legge in materia di Smart working è strutturata in modo da lasciare spazio all’autonomia delle parti, alle esigenze delle aziende di ogni dimensione. Si tratta però di misure che possono facilmente configurarsi come un’arma a doppio taglio e le aziende ne devono tenere conto: il lavoratore, se non accompagnato nel percorso, rischia di non sentirsi tutelato e in una soluzione organizzativa che, invece di agevolarlo, lo allontana dall’azienda”.
Partendo dal presupposto che l’accordo relativo al lavoro agile deve essere stipulato per iscritto, “ai fini della prova e della regolarità amministrativa”, per l’azienda è possibile scegliere la modalità individuale, il regolamento aziendale o la mediazione delle rappresentanze sindacali: “L’uso esclusivo degli accordi individuali può far correre il rischio di contravvenire al rispetto della parità di compenso e di trattamento. È perciò consigliabile affiancare a questi un regolamento aziendale collettivo o la contrattazione di secondo livello, ai quali l’accordo individuale poi rimanderà”, ha illustrato Bergamaschi.
Nella redazione degli accordi, secondo l’Avvocato, “la chiarezza paga, ma bisogna evitare di scrivere troppo per non generare inutili irrigidimenti e snaturare così una misura nata proprio per essere flessibile”.

Un approccio rigoroso e flessibile

Rosa Morelli
Rosa Morelli

Poste queste premesse, Rosa Morelli, Relationship Marketing Specialist di Zeta Service, ha descritto la modalità di approccio della società di consulenza, che dedica una fase preliminare di analisi per rispondere alle cinque W: “Iniziamo con l’individuare il target di popolazione che può essere coinvolta nell’accordo di Smart working  (who), basandoci sul principio di non discriminazione e in modo che la copertura sia effettiva su tutto il team; analizziamo gli strumenti e le connessioni(what); assistiamo poi nell’avvio di sperimentazioni attraverso progetti pilota(when); ci preoccupiamo di definire gli obiettivi di lavoro e di fare in modo che gli accordi si basino su un rapporto di fiducia reciproca (how), in un luogo che garantisca la sicurezza della persona e dei dati (where)”.
Ma il cuore della questione è il perché (why): “Crediamo fermamente che il punto di forza dell’adozione dello Smart working da parte delle aziende sia rappresentato dalla possibilità di usufruire degli sgravi fiscali, di generare risparmio dei costinell’utilizzo dei locali e nelle trasferte e di migliorare l’engagement della popolazione aziendale”, ha motivato la Relationship Marketing Specialist di Zeta Service.

Rivedere il design dell’organizzazione per introdurre nuovi processi

Francesco Porotto

 

Per concludere la mattinata di lavori, Francesco Porotto, Digital Learning, System and Budget Manager, HR Training di Vodafone, ha riportato il proprio caso aziendale, suscitando grande interesse nel pubblico. Nel 2011 Vodafone è stata tra le prime aziende in Italia a sperimentare lo Smart Working, con un progetto pilota che ha coinvolto circa 200 dipendenti; essendo un’azienda di telecomunicazioni possedeva già gli elementi abilitanti, quali connettività mobile, strumenti di collaborazione, videoconferenze, cloud computing e, non ultimo, un approccio da sempre teso a incentivare la collaborazione e la fiducia.“A fronte del successo riscontrato dal pilota, nel 2014 abbiamo esteso a 2.800 dipendenti la possibilità di usufruire di due giornate di Smart Working al meseprima del lancio sono state definite regole chiare, abbiamo coinvolto tutti i direttori e le prime linee per discutere con loro il cambiamento culturale che l’azienda avrebbe dovuto abbracciare”, ha raccontato Porotto.Oltre a un maggior senso di responsabilizzazione, e possibilità di concentrazione riscontrata, la survey condotta alla fine del primo anno di Smart Working ha rivelato un miglioramento delle condizioni di work-life balance secondo il 90% degli intervistati e un aumento dell’efficienza lavorativa per l’85%, confermata anche dai manager.
Nel 2015 la popolazione eligibile ha raggiunto le 3.500 persone: “L’ampliamento è avvenuto grazie a un attento lavoro sui processi che in un primo momento non permettevano ad alcune figure di poter fruire dello Smart working. Da questo punto di vista c’è stata grandissima collaborazione dei manager, che hanno contribuito attivamente a tale sviluppo.
“Le parole chiave”, ha precisato il manager di Vodafone, “per noi sono state collaborazione e comunicazione, responsabilizzazione e fiducia nel rapporto capo-collaboratore. Tutto ciò naturalmente implica l’adozione e la diffusione di nuovi stili di leadership, attraverso una formazione specifica e continua sui manager”.

A Sergio Barozzi di Lexellent il premio Avvocato dell’Anno – Relazioni Industriali – Secondo la giuria di Legal Community dei Labour Awards 2017.

Ieri sera la giuria dei Labour Awards promossi da Legal Community, ha consegnato a Sergio Barozzi, socio fondatore di Lexellent, il premio quale come miglior Avvocato dell’anno 2017 nella categoria Relazioni Industriali.
La motivazione del premio è stata la seguente: «Professionista di eccellenza segnalato da mercato e controparti. “Professionista di altissimo livello. Riesce sempre a rendere semplici concetti complessi. Punti di forza: taglio pratico, puntualità di analisi e concretezza, padroneggia tutti i settori del diritto del lavoro».
La giuria dei Labour Awards di Legal Community, composta in gran parte da responsabili delle risorse umane e general counsel di importanti aziende italiane, ha ritenuto che, all’interno della rosa dei 23 finalisti, l’avvocato Barozzi, meglio degli altri concorrenti, riassumesse le doti di eccellenza nella categoria “relazioni industriali” del mercato legale. Un riconoscimento attribuito anche sulla base di valutazioni raccolte da chi conosce l’operato dell’avvocato sul campo.
Sergio Barozzi, esprimendo soddisfazione per il premio ricevuto, ha dichiarato: «Come sempre il premio è frutto dell’impegno di tutto il team che compone lo studio, la professionalità individuale oggi non è più sufficiente per raggiungere l’eccellenza. Sono molto contento di aver vinto in questa categoria per la quale non avevamo mai portato a casa alcun riconoscimento, ma quello che mi dà maggiore soddisfazione è il fatto che, una dopo l’altra, nei sei anni dalla nostra nascita, stiamo riscuotendo successi in discipline diverse. Questo vuol dire che lo studio si è ben posizionato e gli vien riconosciuta una competenza a 360° nell’ambito del giuslavoro. L’idea di creare un Villaggio Globale del Diritto del Lavoro, lanciata due anni fa, è diventata realtà.»

Impresa e multiculturalità: un convegno in sala Montanari.

AIDP organizza giovedì 28 un convegno dal titolo “Gestire differenze culturali, etniche e religiose nelle organizzazioni”.
E’, nel mondo dell’impresa un argomento di grande attualità: l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale (AIDP) organizza per giovedì 28 settembre 2017 un convegno dal titolo “Gestire differenze culturali, etniche e religiose nelle organizzazioni“. L’appuntamento è per le 16.30 in sala Montanari, in via Bersaglieri 10 a Varese.
AIDP è una associazione il cui scopo è valorizzare la professionalità di chi si occupa di gestione delle persone nelle organizzazioni, promuovendo ricerche, formazione, incontri, dibattiti. In un mondo del lavoro sempre più globalizzato, un tema di grande interesse e attualità sociale è quello della multiculturalità. Grazie a testimonianze ed esperienze concrete, l’incontro vuole affrontare l’argomento dal punto di vista della gestione, nei luoghi di lavoro, delle persone, che sono caratterizzate da abitudini, visioni e costumi legati a differenze di razza, etnia, valori e comportamenti culturali e religiosi.

Ore 16.30 Registrazione partecipanti
Ore 17.00 Saluto del Sindaco di Varese Davide Galimberti
Saluto del Presidente AIDP Lombardia Marco Vigini
• Multiculturalità nel mercato del lavoro varesino: esperienze nei Centri per l’Impiego
Marcella Codini – Responsabile Centro per l’Impiego di Varese
• Il punto di vista della Regione Lombardia 
Assessore Francesca Brianza, Regione Lombardia (invitata)
• Gestire le differenze culturali, etniche, religiose nelle organizzazioni, una ricerca AIDP e ASAG Università Cattolica di Milano
Umberto Frigelli, AIDP – Università Cattolica di Milano
• Esperienze a confronto:
– Giulietta Bergamaschi, Avvocato del lavoro e Partner Studio Legale Lexellent
– Paolo Motta, HR Manager Gruppo Mazzucconi
– Camilla Buttà, Business Development Manager, Vector Spa
– Carmine Trerotola, HR Director Whirpool EMEA
Dibattito
modera Ferdinando Lignano, AIDP Lombardia
Ore 19.30 – Conclusioni
Per partecipare è necessaria la registrazione dal sito Aidp.it

CORSI 2017. Argomenti che prendono per la gola.

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Torti, torte e buone ragioni.

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I temi che vengono proposti quest’anno sono curiosi e golosi allo stesso tempo: Lexellent ha unito questi due aspetti nella partecipazione, gratuita, a una serie di corsi di aggiornamento che affrontano argomenti tosti, addolciti da invitanti fette di torta. Anch’esse “a soggetto” e create per l’occasione.[/krown_box]

 
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[li icon=”circle” iconcolor=”#003399″]9 febbraio 2017 ore 9-12,30
Gestire il contenzioso.

I consigli giusti per gestire le cause, migliorare il rapporto con il proprio studio legale e ottenere sempre il massimo dal contenzioso.[/li]
[li icon=”circle” iconcolor=”#003399″]28 marzo 2017 ore 9-12,30 (invece del 23 marzo)
Il contratto di lavoro.

Come scrivere un contratto di lavoro “post articolo 18″, dal patto di non concorrenza al golden parachute, dalla clausola di durata minima ad altre astuzie che salvano in extremis.[/li]
[li icon=”circle” iconcolor=”#003399″]25 maggio 2017 ore 9-12,30
L’immagine del lavoratore.

In un mondo “patinato” l’immagine del lavoratore è parte del patrimonio dell’azienda. Libertà individuali e interesse aziendale possono convivere?[/li]
[li icon=”circle” iconcolor=”#003399″]22 giugno 2017 ore 9-10,30
Il futuro dell’occupazione. SOSPESO.

Uno sguardo generale su cosa aspettarsi dall’anno che verrà. Ovvero come prepararsi al futuro prevedendo le nuove insidie e sfruttando le nuove opportunità.[/li]
[li icon=”circle” iconcolor=”#003399″]27 settembre 2017 ore 9-10,30
Il lavoro all’estero e dall’estero.

Gestire i lavoratori nel mondo della mobilità esasperata: previdenza, trasferimenti, legge applicabile, gruppo di imprese e altro ancora.[/li]
[li icon=”circle” iconcolor=”#003399″]9 novembre 2017 ore 9-12,30
Conoscere la Diversità.

Una nuova consapevolezza manageriale nella gestione della Diversità in tutte le sue forme. Opinioni ed esperienze a confronto per una visione più chiara del problema.[/li][/ul]
Sede corsi: Via Borghetto, 3 Milano
I corsi sono a numero chiuso, si prega di prenotare con il dovuto anticipo.
Informazioni e prenotazioni 028725171 – lexellent@lexellent.it
[button href=”http://www.lexellent.it/iscrizione-corsi-2017″ style=”emboss” size=”medium” color=”#156aa3″ hovercolor=”#1837a0″ textcolor=”#ffffff”]ISCRIVITI ORA ONLINE [/button]

Lexellent – Sergio Barozzi is the Italian Industrial Relations Lawyer of the Year.

Managing and Founding Partner Sergio Barozzi has been presented with the 2017 Industrial Relations Lawyer of the Year award by LegalCommunity – one of the leading publications dedicated to the Italian legal sector.
In their words:
“An excellent professional who has been identified by the market and competitors. He always succeeds in making the complex simple. Points of strength: practical advice, punctual analysis and concreteness, a master of all areas of labour law.”
The jury of LegalCommunity’s 2017 Labour Awards, composed largely of human resource professionals and in-house counsel of important Italian companies, felt that, among the 23 finalists for this award, Sergio Barozzi, better than the competitors, epitomized the qualities of excellence in the Italian Industrial Relations award category. This recognition is also attributed on the basis of evaluations gathered by those who know his work in the field.
“As always an award is the fruit of the labour of an entire team – the Lexellent team”, says Sergio Barozzi. “The professionality of individuals today is no longer sufficient to achieve excellence. I am very happy to have won this accolade in a category I have never previously won an award for. However, what gives me the greatest satisfaction is the fact that, one after the other, in our 6 years of activity, Lexellent and its team members continue to be recognized in diverse disciplines. This means that Lexellent is well positioned and is recognized for its 360° employment and labour law counsel. The idea to create a Global Village of Employment Law has become a reality.” 

Gestire le differenze culturali, etniche e religiose nelle organizzazioni.

L’avv. Giulietta Bergamaschi parteciperà all’incontro organizzato da AIDP portando la propria esperienza quale avvocato giuslavorista.
Programma:
hr. 16.30 Registrazione partecipanti
hr. 17.00 Saluto del Sindaco di Varese Avv. Davide Galimberti e del Presidente AIDP Lombardia Marco Vigini

  • Multiculturalità nel mercato del lavoro varesino: esperienze nei Centri per l’Impiego – Marcella Codini – Resp. Centro per l’Impiego di Varese
  • Il punto di vista della Regione Lombardia – Assessore Francesca Brianza, Regione Lombardia (invitata)
  • Gestire le differenze culturali, etniche, religiose nelle organizzazioni, una ricerca AIDP e ASAG Università Cattolica di Milano – Umberto Frigelli, AIDP – Università Cattolica di Milano

Esperienze a confronto

  • Giulietta Bergamaschi, Avvocato del lavoro e Partner Studio Legale Lexellent
  • Paolo Motta, HR Manager Gruppo Mazzucconi
  • Camilla Buttà, Business Development Manager, Vector Spa
  • Carmine Trerotola, HR Director Whirpool EMEA

Dibattito: modera Ferdinando Lignano, AIDP Lombardia
hr. 19.30 – Conclusioni
 
Appuntamento:
giovedì 28 settembre 2017 ore 16,30
Comune di Varese – Sala Montanari
Via Bersaglieri, 10 – Varese
 
Per partecipare è necessaria la registrazione dal sito aidp.it.

Basta discriminazione sul lavoro.

Sul quotidiano Italia Oggi si parla dell’iniziativa Inclusive Mindset e anche della collaborazione di Lexellent quale unico partner legale.
Per leggere l’articolo cliccare qui.

A Sergio Barozzi di Lexellent il premio Avvocato dell’Anno – Relazioni Industriali.

Ieri sera la giuria dei Labour Awards promossi da Legal Community, ha consegnato a Sergio Barozzi, socio fondatore di Lexellent, il premio quale come miglior Avvocato dell’anno 2017 nella categoria Relazioni Industriali.
La motivazione del premio è stata la seguente: «Professionista di eccellenza segnalato da mercato e controparti. “Professionista di altissimo livello. Riesce sempre a rendere semplici concetti complessi. Punti di forza: taglio pratico, puntualità di analisi e concretezza, padroneggia tutti i settori del diritto del lavoro».
La giuria dei Labour Awards di Legal Community, composta in gran parte da responsabili delle risorse umane e general counsel di importanti aziende italiane, ha ritenuto che, all’interno della rosa dei 23 finalisti, l’avvocato Barozzi, meglio degli altri concorrenti, riassumesse le doti di eccellenza nella categoria “relazioni industriali” del mercato legale. Un riconoscimento attribuito anche sulla base di valutazioni raccolte da chi conosce l’operato dell’avvocato sul campo.
Sergio Barozzi, esprimendo soddisfazione per il premio ricevuto, ha dichiarato: «Come sempre il premio è frutto dell’impegno di tutto il team che compone lo studio, la professionalità individuale oggi non è più sufficiente per raggiungere l’eccellenza. Sono molto contento di aver vinto in questa categoria per la quale non avevamo mai portato a casa alcun riconoscimento, ma quello che mi dà maggiore soddisfazione è il fatto che, una dopo l’altra, nei sei anni dalla nostra nascita, stiamo riscuotendo successi in discipline diverse. Questo vuol dire che lo studio si è ben posizionato e gli vien riconosciuta una competenza a 360° nell’ambito del giuslavoro. L’idea di creare un Villaggio Globale del Diritto del Lavoro, lanciata due anni fa, è diventata realtà.»

Integrazione e lavoro. Quando l’azienda si fa inclusiva.

Il nostro Paese è al terzo posto nella classifica dei luoghi con il più alto tasso di discriminazioni sul lavoro. Un primato poco invidiabile, che riguarda età, etnia, disabilità, genere, orientamento sessuale: questi i cinque fattori più gravi. Per fortuna ci sono casi di grossi gruppi che hanno fatto dell’inclusione un loro punto di forza: è il caso di Sodexo (servizi, assistenza, ristorazione) e Decathlon (grande distribuzione, logistica e articoli sportivi) e del gruppo bancario Bpm. Le loro esperienze più recenti sono state raccontate ieri a Milano, alla presentazione di un nuovo progetto che ha l’obiettivo di promuovere la diversità in azienda e valorizzare le competenze dei dipendenti che appartengono a categorie svantaggiate o a rischio discriminazione: la piattaforma ‘Inclusive Mindset’ sviluppata dalle fondazioni Sodalitas, Adecco per le Pari opportunità e ‘Innpronta’, con il patrocinio del Comune di Milano.
«Essendo un gruppo internazionale, con lavoratori di 150 nazionalità differenti, per noi non ci sono mai stati problemi – racconta Edoardo Venturini, direttore Relazioni esterne di Sodexo –. Solo in Italia abbiamo un centinaio di nazionalità; inoltre più della metà dei nostri dipendenti è donna. Lo scorso anno abbiamo provveduto ad assumere 11 rifugiati, che sono ora impiegati soprattutto nelal ristorazione. Nella sede di Morbegno, invece, su 30 operatori, il 40% ha disabilità psichica». Patrizia Brognoli, International mobility manager di Decathlon, racconta invece come sono stati inseriti nei negozi di Milano, Roma e Bologna, dipendenti con sindrome di Down e con disabilità motorie. «Abbiamo iniziato con tirocini formativi iniziando dai disabili fisici. Gli altri sono seguiti in negozio da colleghi ‘tutor’, anche se la cosa più bella è quando il cliente si rivolge direttamente a loro per le informazioni».
Certo, a volte non mancano problemi, come hanno ricordato Michela Merano e Irene Pirro delle Risorse umane di Bpm, «ma bisogna anche saperli affrontare coinvolgendo le famiglie di questi lavoratori svantaggiati e, nel caso, anche chi li cura». Alla fine, per Venturini, quello della discriminazione «è un problema soprattutto culturale: al governo chiedo di promuovere un cultura dell’inclusione. La diversità è ricchezza, e porta anche benefici economici». Tra le iniziative in programma, gli ‘Inclusive Job Day’, una giornata di incontri e colloqui di lavoro tra persone appartenenti a categorie svantaggiate e aziende alla ricerca di competenze: sono già aperte le iscrizioni alla prima edizione, in programma il prossimo 30 novembre a Milano. E ancora, ‘Inclusive Mindset Academy’, un percorso di formazione e confronto per i manager aziendali, primo appuntamento il 24 ottobre a Milano, organizzato in collaborazione con lo studio legale Lexellent sull’inserimento lavorativo degli stranieri; innovazione digital e social per coinvolgere tutti gli stakeholder più rilevanti, ad esempio attraverso le proposte di gaming, una palestra che permette ai candidati di interagire in prima persona con manager e formatori per migliorare la propria occupabilità. Per informazioni: www.sodalitas.it.

Lavoro e diversità, arriva Inclusive Mindset.

È una piattaforma che promuove la diversità in azienda e valorizza il patrimonio di potenzialità e competenze delle persone a rischio discriminazione. Sviluppata da Fondazione Sodalitas, Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e InnPronta è stata presentata oggi a Milano.

In Italia, il lavoro è al 3° posto nella classifica dei luoghi che registrano il più alto tasso di discriminazioni. Età, etnia, disabilità, genere, orientamento sessuale: questi i 5 fattori di discriminazione più gravi.
La ricerca di un nuovo impiego, va da sé, è sempre difficile. Per tutti, ma soprattutto proprio per chi è a rischio discriminazione. È per questo che nasce “Inclusive Mindset”.
Si tratta di nuova piattaforma dedicata alle aziende. Saranno coinvolte le imprese che si impegnano nella costruzione di una cultura professionale aperta alle diversità. Aziende che cercano prima di tutto le competenze più adatte a loro.
Il progetto – promosso da Fondazione SodalitasFondazione Adecco per le Pari Opportunità e dall’agenzia di comunicazione Innpronta – prevede la costituzione di una nuova piattaforma di condivisione (dove s’incontreranno domanda e offerta) al fine di promuovere l’inclusione lavorativa.
Gli strumenti che la nuova nata propone sono tre:

  • ”Inclusive Job Day”: una giornata di incontri e colloqui di lavoro tra persone appartenenti a categorie svantaggiate e aziende alla ricerca di competenze. Sono già aperte le iscrizioni alla prima edizione, in programma il 30 novembre a Milano;
  • “Inclusive Mindset Academy”, un percorso di formazione e confronto per i manager aziendali. Il primo appuntamento, in programma il 24 ottobre a Milano, è organizzato in collaborazione con lo Studio Legale Lexellent sul tema dell’inserimento lavorativo delle persone di origine straniera;
  • Innovazione digital e social per coinvolgere tutti gli stakeholder più rilevanti: ad esempio attraverso le proposte di gaming, una palestra che permette ai candidati di interagire in prima persona con manager e orientatori per migliorare la propria occupabilità.

Lexellent a fianco di Sodalitas per il progetto Inclusive Mindset.

Oggi presso Assolombarda è stato presentato il progetto Inclusive Mindset, promosso da Fondazione Sodalitas, Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e Innpronta, con l’obiettivo di promuovere le buone pratiche che favoriscono l’inclusione nel mercato del lavoro di coloro a rischio discriminazione. A fianco dei partner si pone Lexellent, quale studio legale giuslavoristico che da sempre si è impegnato nel contrastare le diversità in azienda.
Inclusive Mindset è una nuova piattaforma dedicata alle aziende interessate ad aprirsi ad una nuova cultura professionale che riconosce e valorizza le differenze. Il contributo dello studio legale è proprio quello di affiancare le imprese affinché adottino politiche che incoraggiano l’integrazione, leva strategica per il successo dell’impresa.
Come dice l’avv. Barozzi, Lexellent, “Le aziende devono entrare in una nuova ottica, più evoluta e inclusiva. I cambiamenti riconducibili all’invecchiamento della popolazione lavorativa e all’arrivo di nuovi lavoratori migranti, ad esempio, ma anche alle aspettative che prevedono un maggiore equilibrio vita-lavoro, sono aspetti che andranno ad incidere pesantemente sul vantaggio competitivo. La capacità del management di riconoscere già oggi queste priorità contribuisce a fornire un’immagine positiva dell’azienda stessa. Questo si traduce in fidelizzazione dei dipendenti, maggiore coinvolgimento e quindi minore rischio di contenziosi.”.
Anche Carlo Antonio Pescetti, Consigliere Delegato di Fondazione Sodalitas, commenta positivamente la presenza di Lexellent come unico partner legale: “Uno studio specializzato in diritto del lavoro di medie dimensioni, che ha fatto del tema delle diversità uno dei suoi punti di forza, garantisce a “Inclusive Mindset” un apporto qualificato di dedizione e competenza. Siamo certi che il suo contributo sarà importante per sensibilizzare le imprese sulle vie che portano all’inclusione lavorativa”.
Il prossimo 24 ottobre, per le aziende iscritte al progetto Inclusive Mindset, Lexellent terrà un nuovo seminario sul tema dell’inclusione delle persone di origine straniera.
Per info e iscrizioni al workshop:
INFO LINE Inclusive Mindset: telefono +39 02 56568185 e-mail info@inclusivemindset.it
 

‘Inclusive Mindset’ per promuovere la diversità in azienda.

In Italia, il lavoro è al 3° posto nella classifica dei luoghi che registrano il più alto tasso di discriminazioni. Età, etnia, disabilità, genere, orientamento sessuale sono i 5 fattori di discriminazione più gravi. Con l’obiettivo di promuovere la diversità in azienda e valorizzare il patrimonio di potenzialità e competenze delle persone che appartengono a categorie svantaggiate o a rischio discriminazione, è nata la piattaforma ‘Inclusive Mindset’, presentata oggi a Milano durante un incontro tenutosi in Assolombarda. Un’iniziativa sviluppata da Fondazione Sodalitas, Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e Innpronta, con il patrocinio del Comune di Milano.’Inclusive Mindset’ si propone di supportare aziende, istituzioni e terzo settore nella diffusione di una cultura del lavoro inclusiva e aperta a competenze e talenti ‘diversi’ attraverso una serie di opportunità concrete, tra cui ‘Inclusive Job Day’, una giornata di incontri e colloqui di lavoro tra persone appartenenti a categorie svantaggiate e aziende alla ricerca di competenze. Sono già aperte le iscrizioni alla prima edizione, in programma il 30 novembre a Milano. E ancora ‘Inclusive Mindset Academy’, un percorso di formazione e confronto per i manager aziendali. Il primo appuntamento, in programma il 24 ottobre a Milano, è organizzato in collaborazione con lo Studio Legale Lexellent sul tema dell’inserimento lavorativo delle persone di origine straniera; innovazione digital e social per coinvolgere tutti gli stakeholder più rilevanti, ad esempio attraverso le proposte di gaming, una palestra che permette ai candidati di interagire in prima persona con manager e formatori per migliorare la propria occupabilità.L’evento di presentazione di ‘Inclusive Mindset’ è stato l’occasione per approfondire il ruolo delle istituzioni pubbliche nella promozione dell’inclusione, grazie agli interventi di Anu Ritz (Dg Justice, Commissione europea), Monica Parrella (direttore generale ufficio di parità e pari opportunità, presidenza Consiglio dei ministri), Angelica Vasile (presidente commissione consiliare politiche sociali, Comune di Milano).La testimonianza di tre aziende – Decathlon, Gruppo Banco BPM e Sodexo – ha permesso di approfondire alcuni approcci ed esperienze già in atto per promuovere l’inclusione nei luoghi di lavoro.

‘Inclusive Mindset’ per promuovere la diversità in azienda.

In Italia, il lavoro è al 3° posto nella classifica dei luoghi che registrano il più alto tasso di discriminazioni. Età, etnia, disabilità, genere, orientamento sessuale sono i 5 fattori di discriminazione più gravi. Con l’obiettivo di promuovere la diversità in azienda e valorizzare il patrimonio di potenzialità e competenze delle persone che appartengono a categorie svantaggiate o a rischio discriminazione, è nata la piattaforma ‘Inclusive Mindset’, presentata oggi a Milano durante un incontro tenutosi in Assolombarda. Un’iniziativa sviluppata da Fondazione Sodalitas, Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e Innpronta, con il patrocinio del Comune di Milano.’Inclusive Mindset’ si propone di supportare aziende, istituzioni e terzo settore nella diffusione di una cultura del lavoro inclusiva e aperta a competenze e talenti ‘diversi’ attraverso una serie di opportunità concrete, tra cui ‘Inclusive Job Day’, una giornata di incontri e colloqui di lavoro tra persone appartenenti a categorie svantaggiate e aziende alla ricerca di competenze. Sono già aperte le iscrizioni alla prima edizione, in programma il 30 novembre a Milano. E ancora ‘Inclusive Mindset Academy’, un percorso di formazione e confronto per i manager aziendali. Il primo appuntamento, in programma il 24 ottobre a Milano, è organizzato in collaborazione con lo Studio Legale Lexellent sul tema dell’inserimento lavorativo delle persone di origine straniera; innovazione digital e social per coinvolgere tutti gli stakeholder più rilevanti, ad esempio attraverso le proposte di gaming, una palestra che permette ai candidati di interagire in prima persona con manager e formatori per migliorare la propria occupabilità.L’evento di presentazione di ‘Inclusive Mindset’ è stato l’occasione per approfondire il ruolo delle istituzioni pubbliche nella promozione dell’inclusione, grazie agli interventi di Anu Ritz (Dg Justice, Commissione europea), Monica Parrella (direttore generale ufficio di parità e pari opportunità, presidenza Consiglio dei ministri), Angelica Vasile (presidente commissione consiliare politiche sociali, Comune di Milano).La testimonianza di tre aziende – Decathlon, Gruppo Banco BPM e Sodexo – ha permesso di approfondire alcuni approcci ed esperienze già in atto per promuovere l’inclusione nei luoghi di lavoro.

La mobilità internazionale dei lavoratori: alcuni spunti su cui soffermarsi.

A fronte di un progressivo sviluppo della mobilità internazionale e della diffusione degli expatriate si registra anche l’incremento dei fattori che rendono, se non più difficile, certamente più sensibile, il tema della mobilità internazionale dei lavoratori nell’ambito di distacco (infra o extra gruppo), trasferta o trasferimento, sia che si tratti di lavoratori italiani diretti all’estero, sia di stranieri che vengono in Italia.
Per questo lo studio Lexellent ha deciso di proporre un corso, che si terrà presso gli uffici di Milano il 27 settembre, dove verranno trattati alcuni temi “caldi” della mobilità internazionale dei lavoratori partendo dagli effetti della nuova direttiva europea sul distacco e il suo recepimento in Italia, avvenuto pochi mesi fa.
Si parlerà anche delle norme previdenziali applicabili ai contratti dei lavoratori distaccati o trasferiti in altri paesi: la più recente giurisprudenza della Cassazione ha infatti introdotto importanti novità nel trattamento previdenziale obbligatorio dei lavoratori Italiani all’estero.
Oltre agli aspetti strettamente previdenziali, sul tavolo anche i sistemi di compenso per l’estero, questione certamente cruciale visto il forte apprezzamento dell’euro avvenuto negli ultimi sei mesi rispetto alle principali valute internazionali. A conclusione le problematiche legate alle famiglie dei lavoratori espatriati, tema questo sottovalutato ma di importanza fondamentale nella corretta gestione del personale e quelle sulle necessarie tutele per la gestione di lavoratori in paesi a rischio di attentati terroristici.
Il corso è aperto a tutti previa iscrizione mediante mail all’indirizzo lexellent@lexellent.it oppure dal sito http://www.lexellent.it/iscrizione-corsi-2017/

LEGITTIMI I CONTRIBUTI VERSATI IN IRLANDA PER I DIPENDENTI ITALIANI.

La Corte di Appello di Brescia respinge le istanze di INPS e INAIL che non riconoscevano la documentazione previdenziale irlandese per il personale che opera a Orio al Serio.
Milano, 20 luglio 2017_Nuova vittoria in un tribunale italiano per R. la nota compagnia aerea irlandese prima in Italia per numero di rotte coperte e numero di passeggeri trasportati. Dopo la sentenza del Tribunale di Bergamo di marzo 2016 che aveva riconosciuto come legittimi i versamenti contributivi irlandesi effettuati per il personale italiano di stanza a Orio al Serio, ieri anche la Corte di Appello di Brescia, sezione Lavoro, ha rigettato le istanze di INPS e INAIL che contestavano la legittimità della certificazione previdenziale relativa ai dipendenti italiani del vettore irlandese.
Questo giudizio conferma le posizioni espresse dalle sezioni lavoro dei Tribunali di Velletri, di Brescia e di Bologna, e dalla corte di appello di quest’ultima città, oltre che da molti tribunali in Europa, che hanno stabilito come il luogo di lavoro dell’equipaggio di una compagnia aera sia l’aeromobile dove svolgono le loro mansioni e ha confermato la legittimità delle certificazioni previdenziali relative (moduli E101) in assenza di un’impugnativa specifica di fronte a una corte europea. La compagnia in Italia, per quanto riguarda le questioni attinenti al diritto del lavoro è assistita da Lexellent, studio giuslavoristico milanese nelle persone degli avvocati Sofia Bargellini e Sergio Barozzi.
Sergio Barozzi, di Lexellent, ha dichiarato: «La sentenza della Corte di Appello di Brescia ha confermato che non solo nulla è dovuto all’INPS una volta assolti gli obblighi contributivi della compagnia verso i dipendenti italiani nel paese dove la compagnia ha sede, ma che non è possibile per un ente previdenziale italiano contestare la documentazione emessa da un ente previdenziale di un altro paese membro presso i tribunali locali (cioè italiani) ma occorre, eventualmente, farlo di fronte alla corte amministrativa europea. Rinnoviamo l’augurio che questa interpretazione dei fatti non venga di nuovo messa in discussione da ulteriori azioni legali contro il nostro cliente sullo stesso argomento».

Il lavoro all’estero e dall’estero: il prossimo seminario Lexellent.

Al seminario dal titolo Il lavoro all’estero e dall’estero, hanno partecipato:

  • Avv. Sergio Barozzi – partner studio legale Lexellent

Saluti di benvenuto e introduzione sulla nuova normativa sul distacco

  • Dott. Andrea Benigni – partner Eca Italia

I pacchetti retributivi per il personale all’estero

  • Avv. Grazia Cesaro – studio legale Cesaro

Le dinamiche di famiglia legate alla mobilità del personale

  • Patrick Amicucci, presidente Elyfec

L’attuazione della nuova direttiva sul distacco in Francia e della figura del “rappresentante” con testimonianza

  • Avv. Sofia Bargellini – associate studio legale Lexellent

La nuova disciplina sul distacco (presentazione dell’avv. Bargellini)

Distacco transnazionale (versione divulgativa)


 

Se la critica non è politically correct: qual è il limite del diritto a esprimere le proprie opinioni

Per qualche giorno, a ridosso della metà del mese di agosto appena trascorso, le pagine dei quotidiani nazionali ed internazionali si sono occupate di quello che è stato definito come lo scandalo sessismo, costato il posto a James Damore, giovane ingegnere statunitense.
La causa del suo licenziamento? Un corposo pamphlet intitolato “La cassa di risonanza ideologica di Google”. Un atto di accusa dell’ex dipendente contro quello che egli definisce il politically correct che ispira le politiche aziendali di diversity e inclusion del suo datore di lavoro. Il dibattito è interessante perché attraverso quelle politiche Google attua lo scopo di promuovere l’assunzione di donne in un mondo tecnologico dove ce ne sono poche.
Damore non condivide l’approccio al tema da parte della sua ex azienda e lo afferma con convinzione. Nella sua lunga email contro le direttive di Google, Damore fra le altre cose sostiene che nel settore Tech ci sono meno donne semplicemente perché sono meno adatte a quei mestieri, hanno “differenze caratteriali”, ad esempio una soglia più bassa di resistenza allo stress. Ritiene in generale che per compensare lo svantaggio di alcuni non si debba penalizzare altri; sottolinea come una politica sbagliata possa creare tensioni all’interno dell’organizzazione. E suggerisce poi, a suo modo, come si potrebbe cambiare l’approccio al tema per compensare l’evidente squilibrio di genere che penalizza le donne nel suo settore, senza svantaggiare altri.
Per quanto ho potuto leggere il dibattito seguito al pamphlet di Damore è stato circoscritto per lo più ad un tema: la Silicon Valley, a dispetto dell’immagine liberal, è un territorio maschilista, con una cultura aziendale che malgrado i proclami rimane ostile alle donne.
Non condivido la maggior parte delle affermazioni di Damore, tuttavia non è sulla propensione delle donne ai mestieri Tech in particolare che mi voglio soffermare.
Ciò che invece mi ha più colpita è il ragionamento complessivo che sta alla base delle riflessioni di Damore e cioè l’espressione del dissenso all’interno di un’organizzazione aziendale. Scrive Damore che il fatto di non adeguarsi all’ideologia aziendale provoca un atteggiamento intollerante nei confronti di chi si fa portatore del dissenso; queste le sue parole: “My larger point is that we have an intolerance for ideas and evidence that don’t fit a certain ideology”. Egli in pratica rivendica il diritto di critica per sé e per tutti coloro che non condividono il modo in cui il proprio datore di lavoro promuove i valori della diversità e non si adeguano a quello che lui definisce il politically correct.
È davvero sbagliato rivendicare il diritto di esprimere le proprie opinioni quando l’intento non è sterile ma costruttivo, si cerca di contribuire al dibattito dando dei suggerimenti che non hanno lo scopo principale di offendere qualcuno?
Le considerazioni che seguono, a mio parere, valgono per analizzare il caso specifico, ma devono essere tenute a mente ogni volta che un’azienda si trova ad affrontare un caso di “dissenso motivato” cioè in presenza di un soggetto che decide di esprimere un’opinione personale non in linea con la direzione che l’azienda ha deciso di darsi.
Del resto, quando si toccano questi temi, il problema è anche politico e valoriale. Quel che è vittimismo per gli uni, è sessista per gli altri. E qui entriamo nel campo delle opinioni personali.
Cosa sarebbe successo in Italia? Sarebbe stato necessario analizzare la questione senza prescindere dal contenuto dell’art. 15 (Atti discriminatori) della L. 300/70, che considera nullo il licenziamento di un lavoratore a fini di discriminazione basata sulle convinzioni personali. Non conosciamo tutti i particolari del caso, ma non è da escludere che con un approccio affrettato a una vicenda come quella di Damore si sarebbe corso il rischio di incorrere in un licenziamento discriminatorio.
Questa vicenda ci obbliga a porci una domanda che a questo punto ritengo fondamentale: in nome della diversity e inclusion che strenuamente difendiamo, siamo più o meno credibili se a fronte del dissenso motivato reagiamo cercando di comprendere il disagio oppure “eliminiamo” velocemente il soggetto portatore del “problema”? La risposta a questa domanda non è univoca e impone di volta in volta un’analisi approfondita della vicenda, anche sotto il profilo delle ricadute che la stessa può avere a livello mediatico. Tenendo sempre presente però che non esiste mai un unico punto di vista e che il pregiudizio, anche a fin di bene, purtroppo è sempre dietro l’angolo perché è difficile vederlo in anticipo.
Forse, per coerenza con i principi di diversity e inclusion, la battaglia per la parità sui luoghi di lavoro non dovrebbe essere combattuta a suon di licenziamenti, tranne che nei casi più gravi. In nessun tipo di azienda.

Lexellent a fianco di Sodalitas per il progetto Inclusive Mindset.

Il diritto del lavoro può favorire l’inclusione in azienda.
Oggi presso Assolombarda è stato presentato il progetto Inclusive Mindset, promosso da Fondazione Sodalitas, Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e Innpronta, con l’obiettivo di promuovere le buone pratiche che favoriscono l’inclusione nel mercato del lavoro di coloro a rischio discriminazione. A fianco dei partner si pone Lexellent, quale studio legale giuslavoristico che da sempre si è impegnato nel contrastare le diversità in azienda.
Inclusive Mindset è una nuova piattaforma dedicata alle aziende interessate ad aprirsi ad una nuova cultura professionale che riconosce e valorizza le differenze. Il contributo dello studio legale è proprio quello di affiancare le imprese affinché adottino politiche che incoraggiano l’integrazione, leva strategica per il successo dell’impresa.
Come dice l’avv. Barozzi, Lexellent, “Le aziende devono entrare in una nuova ottica, più evoluta e inclusiva. I cambiamenti riconducibili all’invecchiamento della popolazione lavorativa e all’arrivo di nuovi lavoratori migranti, ad esempio, ma anche alle aspettative che prevedono un maggiore equilibrio vita-lavoro, sono aspetti che andranno ad incidere pesantemente sul vantaggio competitivo. La capacità del management di riconoscere già oggi queste priorità contribuisce a fornire un’immagine positiva dell’azienda stessa. Questo si traduce in fidelizzazione dei dipendenti, maggiore coinvolgimento e quindi minore rischio di contenziosi.”.
Anche Carlo Antonio Pescetti, Consigliere Delegato di Fondazione Sodalitas, commenta positivamente la presenza di Lexellent come unico partner legale: “Uno studio specializzato in diritto del lavoro di medie dimensioni, che ha fatto del tema delle diversità uno dei suoi punti di forza, garantisce a “Inclusive Mindset” un apporto qualificato di dedizione e competenza. Siamo certi che il suo contributo sarà importante per sensibilizzare le imprese sulle vie che portano all’inclusione lavorativa”.
Il prossimo 24 ottobre, per le aziende iscritte al progetto Inclusive Mindset, Lexellent terrà un nuovo seminario sul tema dell’inclusione delle persone di origine straniera.
Per info e iscrizioni al workshop:
INFO LINE Inclusive Mindset: telefono +39 02 56568185 e-mail info@inclusivemindset.it

Parità sul lavoro…realtà e prospettive.

L’avvocata Bergamaschi, quale componente di ASLA Women, è stata invitata a presentare il Codice delle Pari Opportunità, all’interno dell’incontro dal titolo “Parità sul lavoro…realtà e prospettive”L’orientamento sessuale come frontiera dei nuovi diritti sul lavoro.
L’appuntamento è per 22 settembre 2017, presso lo studio legale Paratore Vannini & Partners, hr. 16,45- 19.
Ecco l’agenda della giornata
hr. 16.45  – Accredito
hr. 17.00 Saluti Istituzionali, Avv. Salvatore Paratore – Paratore Vannini & Partners
hr. 17.10 Il Codice delle Pari Opportunità a cura di ASLAWOMEN – Avv. Giulietta Bergamaschi – Lexellent Studio Legale, componente Comitato Esecutivo ASLA e componente ASLAWomen
hr. 17.30 Pari opportunità – La nuova frontiera, Avv. Luca Mirco
hr 17.50 Commento alla sentenza N. 14 DELL’8/3/2017  Corte d’Appello di Trieste – sez. Lavoro, Dott.ssa Roberta Santoni Rugiu – Consigliere Corte d’Appello di Firenze -sez. Lavoro
hr. 18.20  Dalla non discriminazione all’inclusione -Dott. Igor Suran – Parks Liberi e Uguali
18.50 Saluti finali – Avv. Laura Borino – Paratore Vannini&Partners
Cocktail
Modera l’Avv. Salvatore Paratore
Per informazioni www.advisors.it

Il lavoro diventa Smart(working).

Il 14 giugno 2017 è entrata in vigore la disciplina normativa del lavoro agile, argomento sul quale l’avvocata Giulietta Bergamaschi è invitata come relatrice all’incontro, organizzato da ZetaService per il 19 settembre, dal titolo: “Il lavoro diventa smart(working)“.
Ecco l’agenda della giornata

hr. 9.00 – Accoglienza

hr. 9.30 – Il quadro normativo,  d.sa Elisabetta Gasparini – CdD Lumina stp

  • Definizione
  • Forma e recesso
  • Potere direttivo e disciplinare
  • Trattamento economico
  • Sicurezza sul lavoro
  • Adempimenti amministrativi
  • Differenza tra lavoro agile e telelavoro

hr. 10.45 – L’accordo tra le Parti, Avv. Giulietta Bergamaschi – Studio Lexellent

hr. 11.30 Pausa

hr. 11.45 – Case history di Vodafone Italia, Dott.ssa Laura Grasso- Head of Learning e Manager, Dott. Francesco Porotto – Digital Learning

hr. 12.30 – Chiusura Lavori

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