Welfare & HR Summit 2026

Si è tenuto ieri il Welfare & HR Summit 2026, l’appuntamento annuale organizzato da 24 ORE Eventi e dedicato alle evoluzioni del mondo del lavoro e alla gestione delle risorse umane.

Anche quest’anno Lexellent è stato tra gli sponsor!

Nel corso dello Speciale TUTTOLAVORO 2026, la nostra Managing Partner Giulietta Bergamaschi ha offerto una riflessione sul sistema di whistleblowing come pilastro della governance aziendale, alla luce del Dlgs 24/2023.

Giulietta ha evidenziato come il canale di segnalazione non possa essere considerato un mero adempimento formale, ma un vero e proprio strumento organizzativo, autonomo, dotato di competenze e risorse adeguate e inserito in un sistema integrato di compliance.

Uno strumento che richiede chiarezza nel perimetro delle segnalazioni, tutela concreta della riservatezza del segnalante e una formazione interna strutturata.

Per saperne di più, l’intervento è ripreso nello speciale pubblicato da Il Sole 24 Ore, disponibile qui.

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Tutti fattorini di Mr. ChatGpt: gli algoritmi affittano gli uomini per ritirare pacchi e scattare foto. E c’è anche la cripto fregatura – Ugo Ettore Di Stefano intervistato da Moneta

RentAHuman, la piattaforma di intelligenza artificiale con cui le macchine reclutano le persone per svolgere compiti nel mondo reale è arrivata in Italia.

Il meccanismo è semplice: si crea un profilo, si indica cosa si è disposti a fare e a quale tariffa oraria, poi si resta in attesa che un agente IA selezioni il candidato in base a posizione, disponibilità e competenze.

In un momento in cui si teme che molte mansioni e lavori saranno sostituiti dalle intelligenze artificiali, questa novità può far credere a prima vista che si stia creando un nuovo mercato del lavoro. 

Ma in realtà si nascondono questioni cruciali: si sta creando davvero lavoro? E a quali condizioni?

Intervistato sul tema da Moneta, Ugo Ettore Di Stefano, ritiene che«alle nuove opportunità di reddito, si contrappongono le criticità: nessun contratto scritto tutelante, nessun datore di lavoro facilmente identificabile, nessuna copertura assicurativa o tutele previdenziali. Se un’IA ordina un task illecito (frodi, violazione di proprietà o ritiro di pacchi sospetti), l’esecutore umano ne risponde. Senza una supervisione umana rigorosa sulla piattaforma, il lavoratore resta privo di scudo giuridico».

Per leggere l’intervista completa cliccare qui.

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Ancora un intervento della Cassazione sul corrispettivo del patto di non concorrenza versato in costanza di rapporto – L’articolo a firma di Chiara D’Angelo su Labor

L’ordinanza n. 436 dell’8 gennaio 2026 della Corte di Cassazione affronta il tema del corrispettivo del patto di non concorrenza, chiarendo se, accanto al modello “statico” (pagamento dopo la cessazione), sia ammissibile anche il modello “dinamico”, con remunerazione erogata in costanza di rapporto.

Nel caso esaminato da Chiara D’Angelo su Labor, il Tribunale aveva dichiarato nullo il patto che prevedeva 5.200 € annui per tutta la durata del rapporto, ritenendo indeterminabile l’importo complessivo (art. 1346 c.c.), in quanto dipendente dalla durata incerta del rapporto.

La Cassazione distingue però tra determinatezza e congruità: la durata incide sulla proporzionalità del compenso (art. 2125 c.c.), non sulla sua determinabilità. Ne consegue che il modello dinamico è ammissibile, purché il corrispettivo sia oggettivamente determinato o determinabile e non manifestamente iniquo.

La questione non è solo teorica: in caso di nullità, il datore perde la tutela contro la concorrenza e il lavoratore può essere tenuto alla restituzione delle somme percepite. Resta dunque centrale una corretta strutturazione del patto, ferma la maggiore prudenza del modello “statico”.

Leggi l’articolo completo qui.
Scopri di più sul sito di Labor.

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Smart working addio? Da Stellantis a Ubisoft scatta il rientro in sede – Giulietta Bergamaschi intervistata da Open

Da Stellantis a Ubisoft, fino a Electrolux e Palazzo Chigi: negli ultimi giorni diverse realtà hanno disposto il rientro in presenza, superando in tutto o in parte il ricorso al lavoro agile.

Secondo le aziende coinvolte, con la fine dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, le esigenze organizzative richiedono un ritorno al vecchio assetto delle modalità di lavoro.

Le decisioni hanno riacceso il confronto sul tema, con l’attenzione anche delle organizzazioni sindacali.

Quali sono le motivazioni e le implicazioni di questo “reset”?
Open ha approfondito la questione intervistando diversi esperti, tra cui la nostra Giulietta Bergamaschi.

L’articolo completo è disponibile qui.

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Trasparenza retributiva: prepararsi alla Direttiva (UE) 2023/970 – L’intervista a Chiara D’Angelo

La guida pratica ELLINT Next Pay Transparency – Practical Guide 2025 è ora disponibile!
Con l’avvicinarsi della scadenza per il recepimento fissata al 7 giugno 2026, la Direttiva (UE) 2023/970 è destinata a trasformare in modo significativo i processi di selezione, le strutture retributive e i diritti dei lavoratori in tutta Europa.

Per il biennio 2025/2026, la Pay Transparency è stata scelta come Topic of the Year da ELLINT Next, a conferma della sua crescente rilevanza strategica per i datori di lavoro che operano a livello transnazionale.

La brochure offre un’analisi comparata di diverse giurisdizioni, fornendo indicazioni pratiche su come la Direttiva viene implementata nei vari Paesi europei.

Nota: il contenuto è aggiornato al 31 dicembre 2025 e potrebbe non riflettere gli sviluppi normativi più recenti in tutte le giurisdizioni.

Nel capitolo dedicato all’Italia, la nostra Chiara D’Angelo evidenzia che:

  • La Pay Transparency non è solo un adempimento normativo, ma una leva strategica per promuovere equità e fiducia.
  • Le aziende dovrebbero iniziare a mappare le strutture retributive e individuare criteri oggettivi per ruoli equivalenti.
  • I processi di selezione dovranno diventare trasparenti, con l’indicazione chiara delle fasce salariali e senza richieste sulla retribuzione pregressa.

Per saperne di più e scaricare la brochure, clicca qui.

AI, cosa cambia per imprese e HR con la Legge 132/2025 – Ugo Ettore Di Stefano intervistato da HRLink

La Legge 132/2025, approvata il 23 settembre 2025, rappresenta il primo quadro normativo italiano vincolante sull’intelligenza artificiale. La legge introduce l’AI nella governance aziendale e nei processi HR, ponendo l’accento su responsabilità, trasparenza e supervisione umana dell’uso dei sistemi di intelligenza artificiale.

Ugo Ettore Di Stefano, in un’intervista su HRLink, ha sottolineato come l’HR assuma oggi un ruolo centrale: è chiamato ad adottare un approccio strutturato per comprendere come e dove l’intelligenza artificiale viene utilizzata, con quali rischi, anche a livello collettivo, e per impostare un percorso di adeguamento progressivo.

Inoltre ha evidenziato che la normativa prevede controlli e interventi diretti da parte delle autorità per la tutela della privacy degli utenti nei processi organizzativi.

Le aziende sono davvero consapevoli degli strumenti di AI che utilizzano?
L’HR è pronto a governarne l’impatto organizzativo e legale?
Quali sono i rischi concreti in assenza di policy e formazione adeguate?

Per saperne di più leggi l’articolo completo qui.

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