Dal manifatturiero al finance, la tecnologia ridefinisce le competenze ma difficili da reperire – Giulietta Bergamaschi intervistata da AdnKronos

La trasformazione tecnologica sta ridefinendo il mercato del lavoro più velocemente della capacità di formare nuove competenze. Secondo i dati Cnel-Unioncamere, quasi un contratto su due oggi è difficile da coprire, soprattutto quando si cercano profili tecnico-specialistici e competenze legate all’innovazione.

Dall’industria manifatturiera al finance, fino ai servizi professionali, la tecnologia non sta solo automatizzando attività operative ma sta creando nuove figure professionali ibride, sempre più richieste ma difficili da reperire, come AI Tutor, Data Labeller e annotatori semantici, destinati a diventare centrali nello sviluppo e nella gestione dei processi di intelligenza artificiale.

In questo contesto, formazione e mercato del lavoro stanno evolvendo alla stessa velocità?

La nostra Giulietta Bergamaschi, intervistata da Adnkronos sull’argomento, spiega che “la vera sfida oggi è che il mercato del lavoro non dispone ancora di percorsi formativi pienamente adeguati a preparare queste competenze. Non bastano più competenze tecniche tradizionali: servono capacità trasversali, interpretative e relazionali, unite alla comprensione degli strumenti digitali e dei processi di AI. Per le aziende questo significa dover investire sempre di più nella formazione continua e nella contaminazione tra competenze umanistiche, giuridiche e tecnologiche”.

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Stop del Tribunale di Milano alle clausole di “remotizzazione” nei patti di non concorrenza – L’articolo a firma di Chiara D’Angelo su AziendaBanca

Su AziendaBanca, un articolo a firma di Chiara D’Angelo approfondisce una recente ordinanza del Tribunale di Milano che interviene sul tema delle clausole di “remotizzazione” nei patti di non concorrenza.

La pronuncia affronta un tema sempre più attuale nell’economia digitale: fino a che punto è possibile estendere territorialmente gli obblighi di non concorrenza in un contesto lavorativo ormai dematerializzato e spesso svolto da remoto?

Secondo il Tribunale, le clausole che vietano attività competitive in tutti i luoghi in cui la prestazione possa “produrre effetti” rendono indeterminabile il limite geografico del patto, con la conseguenza di determinarne la nullità integrale ex art. 2125 c.c.

Ma quali conseguenze comporta, per aziende e lavoratori, la nullità totale del patto di non concorrenza?

Una decisione che richiama le imprese alla necessità di redigere patti di non concorrenza con limiti territoriali chiari e determinabili, anche nell’era dello smart working e della remotizzazione dei rapporti economici.

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Decreto Lavoro n. 62/2026: incentivi, salario giusto e algoritmi alla prova delle imprese – L’articolo a firma di Giulietta Bergamaschi e Marco Chiesara su HR Online

In un articolo a firma su HR Online, il periodico di AIDP – Associazione Italiana per la Direzione del Personale, Giulietta Bergamaschi e Marco Chiesara analizzano il Decreto Lavoro n. 62/2026, che interviene su tre assi centrali per le imprese: incentivi all’occupazione, “salario giusto” e utilizzo degli algoritmi nella gestione del lavoro.

Dal sistema di agevolazioni alle assunzioni e stabilizzazioni, al ruolo della contrattazione collettiva nella definizione dei trattamenti retributivi, fino alle nuove regole su trasparenza e controllo nei modelli di lavoro tramite piattaforme: il decreto introduce misure che richiedono valutazioni operative immediate.

Quali sono gli impatti concreti per le aziende e come orientarsi tra vincoli, opportunità e nuovi obblighi?

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Cosa cambia (non solo per le donne) con il decreto sulla trasparenza salariale – Giulia Leardi intervistata dal Corriere della Sera

Il decreto sulla trasparenza salariale, che entrerà in vigore il 7 giugno, introdurrà strumenti e obblighi più incisivi per le imprese in materia di gender pay gap.

Tuttavia, il recepimento italiano presenta alcuni profili critici, soprattutto con riferimento alle sanzioni e all’effettiva portata degli obblighi di trasparenza previsti per le aziende.

Quali sono le principali criticità del recepimento italiano della direttiva europea?

Lo ha spiegato la nostra Giulia Leardi, intervistata da Elena Tebano: “La direttiva Ue prevedeva sanzioni pesanti per le aziende inadempienti. Il decreto italiano non le recepisce, ma lascia le sanzioni già in vigore adesso. In particolare l’articolo 16 della direttiva Ue prevede che la vittima di discriminazione retributiva abbia il pieno risarcimento dei danni, compresi gli arretrati contributivi. Il decreto italiano no”.

  • Quali saranno gli adempimenti più rilevanti per le imprese?
  • In che modo cambieranno le politiche retributive e i processi HR?
  • Cosa cambierà davvero nei prossimi anni per imprese, lavoratori e lavoratrici?

👉🏻 A queste e ad altre domande risponde la nostra Giulia Leardi nell’intervista.

Per saperne di più, l’articolo completo è disponibile su La Rassegna del Corriere della Sera disponibile, per gli abbonati, qui.

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GDPR, dieci anni dopo: tra governance, AI e nuove sfide regolatorie – Ugo Ettore Di Stefano intervistato da Economy Magazine

A dieci anni dalla sua entrata in vigore, il GDPR continua a essere un pilastro della tutela dei diritti digitali in Europa. Ma l’avanzata dell’intelligenza artificiale generativa, la centralità del dato e le nuove tensioni geopolitiche impongono oggi una riflessione sulla capacità del Regolamento di adattarsi alle trasformazioni in corso.

Questi i temi affrontati dall’approfondimento di Economy Magazine dedicato all’evoluzione del GDPR tra governance, compliance e innovazione tecnologica. Tra gli intervistati anche il nostro Ugo Ettore Di Stefano, che sottolinea come la diffusione dei principi del GDPR sia stata spesso più teorica che sostanziale, soprattutto nelle PMI, ma anche come negli ultimi anni siano cresciute la maturità delle organizzazioni, il ruolo del DPO e la consapevolezza dei cittadini rispetto ai propri diritti digitali.

Oggi occorre chiedersi se l’Europa, che con il GDPR ha scritto le, per molti versi, migliori regole al mondo in materia di privacy, abbia ancora gli strumenti per farle rispettare in modo davvero efficace con i cambiamenti tecnologici in atto e futuri e un diverso assetto mondiale anche in termini di diritto internazionale, geopolitica ed economia”, osserva Ugo.

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Reti tra avvocati, opportunità in più per i nuovi studi legali – Ugo Ettore Di Stefano intervistato da ItaliaOggi

Fare rete tra avvocati è davvero la soluzione per il futuro dell’avvocatura italiana?

Il tema è al centro dell’approfondimento pubblicato nell’edizione odierna di ItaliaOggi, dedicato ai contratti di rete tra studi legali e alle nuove forme di aggregazione professionale che stanno emergendo nel settore.

Tra gli intervistati anche il nostro Ugo Ettore Di Stefano, che ha evidenziato opportunità legate alla possibilità di condividere competenze, ampliare i servizi offerti e aumentare la competitività degli studi italiani ma anche alcune criticità legate soprattutto alla natura stessa della professione forense e alla necessità di un quadro normativo più strutturato.

La nostra è una normativa ancora embrionale che dovrebbe sviluppare maggiormente incentivi, vantaggi, contributi su investimenti, costi, a favore di chi decide di intraprendere questa strada. L’importanza dell’aggregazione tra avvocati italiani potrebbe aiutare a competere, almeno in parte e per alcuni servizi, anche rispetto ai grandi studi stranieri presenti in Italia, trovando un giusto compromesso in termini di dimensioni e struttura, utile soprattutto per le piccole e medie imprese, che rappresentano il cliente tipo del nostro territorio”, spiega Ugo.

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Addestrare l’AI che ci ruba il lavoro: il caso Meta apre il dibattito – L’articolo a firma di Giulietta Bergamaschi su Agenda Digitale

L’intelligenza artificiale sta trasformando il lavoro non solo nei processi produttivi, ma anche nel rapporto tra competenze umane, organizzazione aziendale e tutela occupazionale.

Il recente caso Meta, relativo alla presunta registrazione di movimenti del mouse e input da tastiera dei dipendenti per finalità di addestramento dell’IA, ha riportato al centro del dibattito una questione sempre più attuale:
cosa accade quando il lavoratore contribuisce direttamente all’addestramento di sistemi destinati, potenzialmente, a sostituirne alcune funzioni?

Tra protezione dei dati, limiti al controllo dell’attività lavorativa e rischio di progressiva automazione delle mansioni, emerge un tema che richiede attenzione non solo tecnologica, ma anche giuridica e sociale.

Su Agenda Digitale, un articolo a firma di Giulietta Bergamaschi approfondisce le implicazioni normative ed etiche di questa trasformazione, soffermandosi anche sul primo caso italiano di licenziamento collettivo motivato dalla sostituzione con sistemi di IA.

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Visite mediche durante l’orario di lavoro: un confronto tra Italia e Romania – L’articolo a firma di Chiara D’Angelo e Georgia Vasiu (Suciu Employment Law) sul sito di ELLINT

Come regolano Italia e Romania le visite mediche durante l’orario di lavoro? E dove si colloca il punto di equilibrio tra diritto alla salute e continuità aziendale?

In un articolo a quattro mani pubblicato su ELLINT, la nostra Chiara D’Angelo e Georgia Vasiu (Suciu Employment Law) mettono a confronto come i diversi ordinamenti bilanciano la tutela della salute dei lavoratori con le esigenze organizzative delle imprese.

Sebbene la salute sia un diritto fondamentale in entrambi i Paesi, la gestione delle visite mediche durante l’orario di lavoro richiede policy aziendali chiare, pianificazione e collaborazione tra datore di lavoro e dipendente.

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