Progetto Raffaello, la “bottega” dove l’inclusione crea valore – Giulietta Bergamaschi parla del Progetto su The Good in Town

The Good in Town ha dedicato un approfondimento al Progetto “Raffaello – l’inclusione crea valore“, l’iniziativa che il nostro Studio porta avanti con Your Business Partner e la partnership di WINclusion, per ripensare in modo radicale il rapporto tra lavoro e disabilità.

Negli ultimi anni, il tema delle malattie croniche è diventato centrale: 24 milioni di persone in Italia, il 40% della popolazione, convivono con una patologia cronica, un numero destinato a crescere entro il 2028. Ignorare questa realtà significa perdere competenze e potenziale, oltre a sostenere costi maggiori rispetto a un modello realmente inclusivo.

Il Progetto nasce proprio per cambiare questa prospettiva e, ispirandosi alla bottega rinascimentale dell’artista, promuove un nuovo modello di collaborazione capace di accogliere anche i percorsi personali più complessi. Integrando competenze legali, antropologiche e medico-lavoristiche, costruisce un approccio più umano e competitivo, un percorso che proseguirà nel 2026 con l’obiettivo di definire linee guida in grado di ispirare un vero rinascimento del lavoro.

Come afferma la nostra Giulietta Bergamaschi, “Come il lavoro di co-creazione tra gli artisti anche qui la sinergia tra competenze e sguardi diversi genera bellezza e valore condiviso per le persone e per le organizzazioni”.

Per saperne di più, leggi l’articolo completo disponibile qui.

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Digital Omnibus: la Commissione Europea semplifica le norme digitali UE – L’articolo a firma di Ugo Ettore Di Stefano su BusinessCommunity

Su BusinessCommunity, il nostro Ugo Ettore Di Stefano ha scritto un interessante approfondimento per analizzare l’impatto del nuovo pacchetto UE Digital Omnibus su privacy, dati, intelligenza artificiale, identità digitale e cybersecurity.

L’obiettivo del Digital Omnibus è chiaro: creare un ecosistema normativo più semplice, coerente e capace di sostenere la trasformazione digitale.

Tra le misure più rilevanti rientrano:

  • l’introduzione degli European Business Wallets per certificati e documenti digitali interoperabili;
  • il single-entry point per notificare incidenti digitali, superando la frammentazione tra GDPR, NIS2 e DORA;
  • chiarimenti sulla definizione di dato personale nel GDPR;
  • alleggerimenti all’AI Act e l’avvio di una regulatory sandbox europea per favorire sperimentazione e competitività.

Ma si tratta di vera semplificazione o c’è il rischio che diventi deregolamentazione, con possibili impatti sulla tutela dei diritti fondamentali?

L’articolo esplora questo equilibrio, evidenziando come il Digital Omnibus possa diventare un’occasione importante, soprattutto per le PMI, ma non solo, per unire compliance e semplificazione, riducendo costi e adempimenti. Per questo è fondamentale seguire da vicino gli sviluppi e iniziare a prepararsi fin da subito.

Per saperne di più, l’articolo completo è disponibile qui.

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Orario di lavoro in Europa: differenze, norme e il caso Grecia – L’articolo di Marco Chiesara su WeWelfare

In Europa il quadro normativo sull’orario di lavoro sembra uniforme, ma nella pratica le applicazioni sono molto diverse. 

Marco Chiesara, nel suo articolo a firma per WeWelfare evidenzia come in Grecia sia stata recentemente approvata una riforma che, nel solo settore privato e per situazioni eccezionali, consente giornate lavorative fino a 13 ore previo consenso del lavoratore.

Secondo il legislatore greco questo migliora la flessibilità per affrontare picchi produttivi, ma solleva anche domande importanti in termini di tutela, salute, equilibrio vita-lavoro.

E negli altri paesi europei come Italia e Spagna qual è la situazione?

Leggi l’articolo completo qui

Appalti «labour intensive»: la consistenza numerica delle maestranze impiegate è indice sufficiente di genuinità? – L’articolo di Marco Chiesara su Labor

Su Labor è disponibile un articolo di Marco Chiesara, dedicato alla recente sentenza della Corte di Cassazione (10 luglio 2025, n. 18945) in materia di appalti ad alta intensità di manodopera.

La Corte ribadisce un principio fondamentale: per riconoscere la genuinità di un appalto non basta guardare al numero o alla qualificazione dei lavoratori impiegati.
Serve molto di più, una vera autonomia organizzativa dell’appaltatore, un potere direttivo e di controllo effettivo sui propri dipendenti, l’uso di mezzi propri e l’assunzione del rischio d’impresa.

La Corte richiama inoltre i giudici a un esame concreto e rigoroso, valorizzando l’importanza dei poteri istruttori quando le risultanze processuali aprono una “pista probatoria” utile all’accertamento dei fatti.

Leggi l’articolo completo qui.
Scopri di più sul sito di Labor.

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Decreto Sicurezza sul lavoro: tra nuove misure e la necessità di una visione organica – Ugo Ettore Di Stefano su Avvenire

Torniamo a parlare del decreto legge n. 159, entrato in vigore lo scorso 31 ottobre e concernente “Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”.

Un passo avanti importante nella cultura della prevenzione e nel rafforzamento dei controlli sulla sicurezza, che però necessita di ulteriori decreti attuativi per diventare pienamente operativo.

Ma cosa serve davvero per trasformare questo decreto in un cambiamento concreto e duraturo?

A spiegarlo è stato il nostro Ugo Ettore Di Stefano che, intervistato da Maurizio Carucci, ha sottolineato: “occorre che il tema sicurezza sul lavoro sia riconsiderato in maniera organica. Si tratta dei diritti fondamentali dei lavoratori, della dignità stessa della persona. Invece, lo strumento del decreto-legge, della normazione di urgenza, che disciplina aspetti specifici e limitati, non permette di affrontare compiutamente quello che non è un problema emergenziale a cui dare risposta solo quando la cronaca risveglia l’attenzione per la tragedia del giorno. La mancata sicurezza è un grave e costante vulnus della cultura del lavoro, purtroppo strutturalmente radicato nella nostra società”.

Per saperne di più, l’articolo completo disponibile su Avvenire a questo link.

Infortuni, dalla tracciabilità a cultura della prevenzione: sul nuovo decreto la parola a esperti e aziende – Giulietta Bergamaschi intervistata da Adnkronos

Adnkronos ha condotto un’indagine sul nuovo decreto Sicurezza sul lavoro, approfondendo come le novità introdotte cambino l’approccio delle aziende alla gestione della sicurezza e della prevenzione.

Il provvedimento segna un’evoluzione significativa: oltre a introdurre strumenti digitali e maggiore tracciabilità, amplia il perimetro della tutela, ponendo l’accento in modo più esplicito sulla dimensione del benessere e della dignità della persona nei luoghi di lavoro.

Giulietta Bergamaschi, intervistata per portare il suo punto di vista, ha sottolineato che “le molestie e le violenze sono un rischio da prevenire a tutti gli effetti nel contesto della sicurezza sul lavoro […]. La legge riconosce che la dignità della persona è un fattore di rischio che deve essere tutelato con la stessa serietà con cui si prevengono gli infortuni fisici. […] Le aziende non potranno più limitarsi a intervenire dopo un evento, ma dovranno adottare un approccio proattivo di identificazione, misurazione e implementazione di misure preventive specifiche (ad esempio, codici di condotta, canali di segnalazione riservati, formazione mirata)“.

Leggi l’articolo completo qui.

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Global Inclusion 2025 – Marco Chiesara tra i relatori

Si è svolta ieri la settima edizione del Global Inclusion, promosso da Il Sole 24 Ore e dalla Fondazione Global Inclusion – art. 3 ETS, presso la Fondazione Istituto Ciechi di Milano.

Durante l’evento, a cui hanno partecipato circa 2.000 persone in presenza e online, si è messo al centro l’importanza strategica dell’inclusione per le imprese. Se, infatti, molte imprese nel mondo hanno deciso di fare passi indietro sul fronte della promozione dell’inclusione, molte altre hanno deciso di non arretrare.

Marco Chiesara, senior partner del nostro Studio, è intervenuto in qualità di relatore, parlando proprio di questa situazione e ha sottolineato che «se negli USA l’inclusione arretra, in Italia ed Europa le norme spingono le imprese a una partecipazione attiva e convinta, rendendo l’inclusione un pilastro strategico e responsabile» .

Su Il Sole 24 Ore è disponibile un approfondimento dedicato all’evento e ai temi trattati, insieme al commento di Marco Chiesara.
L’articolo è disponibile qui.

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