L’intelligenza artificiale sta trasformando il lavoro non solo nei processi produttivi, ma anche nel rapporto tra competenze umane, organizzazione...
L’intelligenza artificiale sta trasformando il lavoro non solo nei processi produttivi, ma anche nel rapporto tra competenze umane, organizzazione aziendale e tutela occupazionale.
Il recente caso Meta, relativo alla presunta registrazione di movimenti del mouse e input da tastiera dei dipendenti per finalità di addestramento dell’IA, ha riportato al centro del dibattito una questione sempre più attuale:
cosa accade quando il lavoratore contribuisce direttamente all’addestramento di sistemi destinati, potenzialmente, a sostituirne alcune funzioni?
Tra protezione dei dati, limiti al controllo dell’attività lavorativa e rischio di progressiva automazione delle mansioni, emerge un tema che richiede attenzione non solo tecnologica, ma anche giuridica e sociale.
Su Agenda Digitale, un articolo a firma di Giulietta Bergamaschi approfondisce le implicazioni normative ed etiche di questa trasformazione, soffermandosi anche sul primo caso italiano di licenziamento collettivo motivato dalla sostituzione con sistemi di IA.
Per saperne di più, leggi l’articolo qui.
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