RentAHuman, la piattaforma di intelligenza artificiale con cui le macchine reclutano le persone per svolgere compiti nel mondo reale è arrivata in...
RentAHuman, la piattaforma di intelligenza artificiale con cui le macchine reclutano le persone per svolgere compiti nel mondo reale è arrivata in Italia.
Il meccanismo è semplice: si crea un profilo, si indica cosa si è disposti a fare e a quale tariffa oraria, poi si resta in attesa che un agente IA selezioni il candidato in base a posizione, disponibilità e competenze.
In un momento in cui si teme che molte mansioni e lavori saranno sostituiti dalle intelligenze artificiali, questa novità può far credere a prima vista che si stia creando un nuovo mercato del lavoro.
Ma in realtà si nascondono questioni cruciali: si sta creando davvero lavoro? E a quali condizioni?
Intervistato sul tema da Moneta, Ugo Ettore Di Stefano, ritiene che«alle nuove opportunità di reddito, si contrappongono le criticità: nessun contratto scritto tutelante, nessun datore di lavoro facilmente identificabile, nessuna copertura assicurativa o tutele previdenziali. Se un’IA ordina un task illecito (frodi, violazione di proprietà o ritiro di pacchi sospetti), l’esecutore umano ne risponde. Senza una supervisione umana rigorosa sulla piattaforma, il lavoratore resta privo di scudo giuridico».
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