Rassegna stampa

La UE non chiede stipendi uguali. Chiede prove – Giulia Leardi intervistata da La Stampa

Con il recepimento della Direttiva UE 2023/970 cambiano le regole per aziende e lavoratori. Nuovi diritti ed obblighi di informazione. Il ruolo dei...

Con il recepimento della Direttiva UE 2023/970 cambiano le regole per aziende e lavoratori. Nuovi diritti ed obblighi di informazione. Il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori.

Giulia Leardi è stata intervistata su La Stampa per analizzare cosa prevede la normativa europea sulla trasparenza delle retribuzioni.

Cosa succede in caso di divario retributivo?
E in quali situazioni sono richieste misure correttive?

Giulia spiega che:
È previsto per tutte le imprese soggette a reporting, vale a dire quelle con più di 100 dipendenti, nel caso in cui in una categoria il divario uomo/donna sia almeno del 5% e questo divario non sia giustificato da criteri oggettivi e non è corretto entro sei mesi. In questo caso, l’azienda deve svolgere una valutazione congiunta delle retribuzioni con i rappresentanti dei lavoratori e adottare misure correttive. La Direttiva UE 2023/970 non chiede alle imprese di pagare tutti allo stesso modo. Chiede loro di sapere, misurare e dimostrare perché pagano in modo diverso. Per i lavoratori questo significa uscire dall’asimmetria informativa“.

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